Riforma Giustizia

Referendum giustizia

Negli ultimi anni, la giustizia italiana è stata teatro di numerose riforme e interventi legislativi che, sono state un Flop.

Il referendum giustizia, svoltosi nel 2022, si è concentrato su questioni fondamentali come la separazione delle carriere tra giudici e pm, la riforma delle intercettazioni e la responsabilità civile dei magistrati. Le ragioni alla base di questa consultazione popolare erano molteplici, ma la principale risiedeva nel desiderio di riformare un sistema giudiziario considerato troppo lento, inefficace e troppo influenzato dalla politica.

La necessità di riforme

La giustizia italiana è stata per lungo tempo accusata di inefficienza. I processi si allungano per anni, con conseguenti danni per la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Sebbene negli anni siano stati fatti diversi tentativi di riforma, molti di questi hanno avuto esiti deludenti. La lunga lista di leggi che non hanno portato i risultati sperati è vasta, e il referendum giustizia si inserisce proprio in questo contesto di insoddisfazione generale.

Molti ritengono che la giustizia in Italia sia diventata più uno strumento di oppressione che di protezione dei diritti, in quanto le leggi che vengono approvate sono spesso confuse, mal articolate o destinate a rimanere sulla carta. Questo ha portato a una crescente distanza tra i cittadini e le istituzioni.

Le principali proposte del referendum giustizia

Il referendum giustizia ha proposto modifiche importanti a cinque tematiche principali:

  1. Separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri: La proposta mirava a separare definitivamente le carriere di giudici e pubblici ministeri, due figure che, in Italia, condividono lo stesso percorso formativo e professionale. La separazione avrebbe dovuto garantire maggiore imparzialità nelle decisioni, evitando il rischio di influenze politiche o corruttive.
  2. Responsabilità civile dei magistrati: Uno degli aspetti più controversi della giustizia italiana è la questione della responsabilità dei magistrati per eventuali errori giudiziari. La proposta chiedeva che i magistrati fossero ritenuti responsabili delle loro azioni, in modo che i cittadini potessero avere un rimedio qualora subissero danni da un giudizio errato.
  3. Riforma delle intercettazioni: Una delle principali preoccupazioni riguardava l’uso eccessivo delle intercettazioni telefoniche, spesso utilizzate come strumento di pressione in procedimenti giudiziari. La proposta chiedeva una regolamentazione più stringente per evitare abusi.
  4. Durata del processo: Una delle richieste più sentite dalla popolazione era la riduzione dei tempi dei processi. In Italia, i procedimenti legali sono notoriamente lenti, con processi che si protraggono per anni. La proposta del referendum puntava a riformare il sistema, garantendo che i processi non durassero più di un determinato periodo di tempo.
  5. Riforma della giustizia penale: In un contesto di crescente insoddisfazione per l’incapacità dello Stato di garantire una giustizia rapida e giusta, il referendum ha proposto anche una revisione del sistema penale, al fine di garantire una maggiore equità e efficacia nella gestione dei crimini.

L’effetto delle leggi fallimentari

Uno degli aspetti più critici che ha spinto alla richiesta di riforme è il fallimento di molte leggi introdotte negli ultimi decenni, che spesso non hanno raggiunto gli obiettivi prefissati e, talvolta, hanno avuto l’effetto contrario. Vediamo una lista di alcune delle leggi più discusse che, purtroppo, si sono rivelate fallimentari:

  1. Riforma della giustizia del 2005 (Legge n. 59): La legge mirava a snellire il sistema giudiziario italiano, ma non ha avuto l’effetto sperato, anzi ha portato a una maggiore confusione e incertezze procedurali. Non solo i tempi di attesa sono rimasti invariati, ma sono aumentati i contenziosi e le cause pendenti.
  2. Legge Fini-Giovanardi del 2006: Una legge che ha introdotto il reato di “detenzione di droghe leggere”, ma che si è rivelata inefficace nel combattere il narcotraffico. Anzi, ha portato a un aumento delle condanne per reati minori, senza incidere sulla criminalità organizzata.
  3. Riforma delle intercettazioni (Legge n. 126 del 2007): La legge cercava di limitare l’uso delle intercettazioni telefoniche, ma ha finito per limitare eccessivamente l’utilizzo di uno strumento fondamentale per le indagini, rallentando ulteriormente i procedimenti giudiziari.
  4. Legge Fornero (2012): Pur non riguardando direttamente la giustizia, la riforma pensionistica introdotta dalla Legge Fornero ha avuto effetti devastanti sulla popolazione, con un aumento dell’età pensionabile e un abbassamento delle pensioni future. Questo ha creato enormi difficoltà a milioni di italiani, peggiorando la condizione economica del paese.
  5. Jobs Act (2015): Anche se la legge mirava a riformare il mercato del lavoro, ha creato un’ulteriore precarizzazione dei contratti di lavoro, senza risolvere il problema della disoccupazione giovanile e aumentando la flessibilità in maniera dannosa per molti lavoratori.
  6. Legge sulla “Buona Scuola” (2015): Sebbene la legge fosse destinata a migliorare il sistema educativo, essa ha creato divisioni tra docenti e istituzioni e non ha risolto le problematiche strutturali del sistema scolastico italiano. Le modifiche ai contratti e l’introduzione di nuove modalità di valutazione hanno aumentato le difficoltà per il personale docente.
  7. Legge Salvini (2018): La legge che ha introdotto il “decreto sicurezza” ha portato a una serie di problematiche in ambito sociale, aumentando la tensione tra le forze di polizia e le comunità di migranti, senza risolvere le questioni legate alla sicurezza e all’integrazione.
  8. Riforma del processo penale (2020): Sebbene la riforma fosse mirata a rendere più rapidi i processi penali, ha avuto l’effetto contrario, aumentando la burocrazia e rallentando ulteriormente i tempi di attesa.
  9. Legge sui decreti di semplificazione (2020): Una legge che doveva snellire la burocrazia, ma che, invece, ha portato a un aumento della complessità normativa, con difficoltà applicative in tutti i settori.

Ancora oggi lo stato italiano continua ad approvare leggi che minano il popolo italiano!

Non è possibile andare avanti con una tabella di marcia simile…. Popolo, i prego.. Svegliati !!!!

Ribellati!!!!

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